Come abbiamo costruito un’architettura di paid media per ampliare la portata internazionale del festival cinematografico umanitario di Berlino — senza compromettere il carattere dell’evento.
Cinema for Peace è un festival cinematografico internazionale con sede a Berlino, dedicato alla diffusione di film e documentari che trattano temi di pace, diritti umani e crisi globali. Il festival attira un pubblico altamente motivato, spesso legato al settore culturale, diplomatico e dell’attivismo — un pubblico con caratteristiche precise che non si raggiunge con campagne generaliste.
La sfida: l’evento aveva già una reputazione consolidata, ma la portata internazionale dipendeva quasi interamente dal passaparola e dalla copertura editoriale. Non esisteva un sistema di paid media strutturato per raggiungere proattivamente chi avrebbe potuto essere coinvolto — spettatori, partner, media — prima che l’evento iniziasse.
Il festival ha un posizionamento chiaro: non è un evento di intrattenimento, ma una piattaforma di sensibilizzazione. Questo significa che le campagne dovevano essere costruite con precisione — rivolgersi a chi già era vicino ai temi trattati, non a un pubblico generico. Una comunicazione sbagliata avrebbe potuto danneggiare la reputazione dell’evento più di quanto non aiutasse la visibilità.
L’obiettivo era costruire un’infrastruttura di paid media in grado di ampliare la portata internazionale senza diluire il carattere dell’evento — raggiungendo il pubblico giusto, con il messaggio giusto, nel momento giusto rispetto al calendario del festival.
Il pubblico è stato segmentato in tre cluster distinti: appassionati di cinema d’autore e festival internazionali, persone coinvolte in cause umanitarie e diritti umani, professionisti del settore culturale e diplomatico. Ogni cluster ha ricevuto campagne dedicate con messaggi calibrati sul motivo specifico per cui avrebbe dovuto partecipare all’evento.
Per chi veniva dal mondo del cinema, il messaggio era incentrato sulla qualità artistica e sulla selezione dei film. Per chi era vicino all’attivismo, il focus era sull’impatto dei contenuti. Per il pubblico professionale, il valore era la connessione con una rete internazionale. Nessun messaggio generico: ogni segmento ha ricevuto una proposta di valore specifica.
Le campagne sono state strutturate in tre fasi temporali: consapevolezza nelle settimane precedenti al festival, conversione nella settimana di lancio, e coinvolgimento durante l’evento stesso. Ogni fase aveva obiettivi distinti e messaggi adeguati al momento del percorso decisionale in cui si trovava il pubblico.
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